Un centinaio di dipendenti di Enel in questi mesi, affiancati dai volontari del Touring Club Italiano, hanno curato l'accoglienza di cittadini e turisti in 19 luoghi di interesse culturale di 12 diverse città di tutta Italia. Ecco che cosa hanno scoperto e com'è andata a Udine.
Un giorno al Museo del Risorgimento di Udine
(Testo di Simone Decandido, Emanuele Pittico)
Oggi abbiamo avuto il piacere di partecipare all’iniziativa di volontariato Aperti per Voi promossa dal Touring Club Italiano, presso il Museo del Risorgimento situato nel castello di Udine. È stata un’esperienza davvero positiva, sia dal punto di vista umano che culturale.

Fin da subito si è creata un’atmosfera accogliente e collaborativa. L’attività principale è stata quella di contribuire all’accoglienza dei visitatori, offrendo supporto e informazioni e aiutando a rendere la visita più piacevole. Il nostro ruolo non era quello di guide, siamo entrati in contatto diretto con le persone, condividendo curiosità e impressioni sul museo.

Lavorare insieme ai colleghi in un contesto diverso dal solito ha rafforzato lo spirito di squadra. È stato interessante vedere come, al di fuori dell’ambiente lavorativo quotidiano, si crei comunque una sintonia naturale, fatta di collaborazione e disponibilità. Allo stesso tempo, il contatto con i volontari del Touring Club ha trasmesso un forte senso di impegno civico e di passione per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

Il Museo del Risorgimento offre uno spaccato importante della storia italiana e visitarlo, anche in veste di volontari, ci ha dato l’opportunità di riscoprire eventi e figure che spesso si danno per scontati. Tra i temi che emergono, uno dei più significativi è quello legato al Trattato di Campoformio.

Il trattato, firmato nel 1797, rappresenta un momento cruciale per il territorio friulano e per la storia italiana in generale. Con questo accordo, Napoleone Bonaparte cedette la Repubblica di Venezia all’Austria, segnando la fine di una delle più longeve realtà statali della penisola. Per le popolazioni locali fu un passaggio tutt’altro che indolore, perché sancì un cambiamento politico deciso dall’alto, senza il coinvolgimento diretto dei territori interessati. Questo episodio viene spesso ricordato come simbolo delle contraddizioni dell’epoca napoleonica: da un lato portatrice di ideali rivoluzionari, dall’altro capace di scelte pragmatiche e poco sensibili alle aspirazioni dei popoli.

In conclusione, la giornata è stata un’occasione preziosa per unire volontariato, cultura e lavoro di squadra. È il tipo di esperienza che arricchisce non solo per ciò che si fa concretamente, ma anche per il clima che si crea e per i valori che si condividono. Sicuramente un’iniziativa da ripetere e consigliare.

Una storia, anche, di donne
(Testo di Miriam Jasova)
Questa mattina sono stata in turno con Simone ed Emanuele al Museo del Risorgimento di Udine. Oltre a quanto condiviso con loro ho il piacere di offrire un'ulteriore testimonianza. Come donna mi ha colpito la storia delle donne (infermiere, educatrici...) che hanno partecipato al processo di risorgimento e che sono riuscite a convincere intellettuali e militari a un lavoro di valore etico per la costituzione di uno Stato nazionale unitario dal punto di vista territoriale, politico e linguistico.

La nazione dobbiamo immaginarla come una famiglia disposta al sacrificio. Una delle protagoniste è stata Maria Agosti Pascottini arrestata nel 1865 e prigioniera nelle carceri di Udine, Gorizia e Lubiana.
È stata un'esperienza positiva che potrebbe essere fonte di ispirazione per le giovani donne di oggi.

Un viaggio alla scoperta degli usi e costumi del territorio
Siamo tre dipendeti del Gruppo Enel e vogliamo raccontarvi la nostra esperienza: abbiamo partecipato a una giornata di volontariato di impresa, promossa dal Touring Club Italiano, che si è svolta nel solco del ventennale progetto Aperti per Voi. L’attività si è svolta presso il Museo Etnografico di Udine, in via Grazzano, un luogo di grande valore storico e culturale per il territorio.

La giornata è stata dedicata all’accoglienza dei visitatori, con l’obiettivo di favorire l’accessibilità e la valorizzazione del patrimonio culturale locale. In qualità di volontari abbiamo fornito informazioni, agevolato l’ingresso e contribuito a creare un clima accogliente e inclusivo. Abbiamo collaborato con il personale del museo e con gli altri volontari del Touring Club Italiano.
Il Museo Etnografico del Friuli, ospitato nel raffinato Palazzo Giacomelli, è un viaggio nella vita e nelle tradizioni friulane tra Settecento e Novecento. L’allestimento è curato e ricco di oggetti autentici che raccontano riti, mestieri e identità del territorio.

Il museo si sviluppa su tre livelli, tutti accessibili grazie alla presenza di ascensori, oltre a una stanza dedicata all’allattamento e alla decompressione per chi viaggia con bambini piccoli. Al piano terra sono esposti ambienti e oggetti della vita domestica attorno al fogolâr, le feste dell’anno, il Carnevale, l’illuminazione antica, gli orologi pesarini e il lavoro del boscaiolo.

Il primo piano ospita testimonianze di devozione popolare — ex voto, reliquie — insieme a materiali sulle confraternite, la medicina tradizionale, strumenti musicali storici, giochi, marionette e statue lignee. Il secondo piano è dedicato alla filatura, alla tessitura e a un’ampia sezione sull’abbigliamento tradizionale friulano. Un museo ricco, ben narrato e ideale per comprendere l’anima culturale del Friuli.

All’interno del museo si trova una piccola perla: la Sala Brusconi, unico ambiente originario del palazzo ottocentesco. Si tratta di una sala espositiva che conserva uno straordinario arredo ligneo, scolpito tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento da Antonio Brusconi.

Come dipendenti Enel non possiamo non soffermarci sulla sezione dedicata ad Arturo Malignani, importante inventore e imprenditore friulano. Malignani è noto per il suo contributo decisivo al perfezionamento della lampadina elettrica, grazie all’introduzione di un innovativo processo di evacuazione dell’aria che ne aumentava significativamente la durata. Questa soluzione rese la lampadina più efficiente e affidabile, favorendone la diffusione su larga scala. Fu proprio grazie al suo brevetto che Udine divenne la terza città in Europa a essere illuminata elettricamente, subito dopo metropoli come Parigi e Londra.

In conclusione, partecipare all’iniziativa Aperti per Voi è stata un’esperienza molto positiva. Ci ha permesso di valorizzare il patrimonio culturale del territorio, rafforzare il legame con la comunità e condividere un momento speciale con colleghi e cittadini. Esperienze come questa mostrano quanto il volontariato aziendale possa avere un impatto concreto, sia per chi vi partecipa sia per le persone che ne beneficiano.

Il Touring per le aziende
Da diversi anni, Touring Club Italiano mette a disposizione delle aziende la propria esperienza per concretizzare partnership efficaci che abbiano impatti positivi sui territori e le comunità, anche grazie a iniziative di volontariato d'impresa e team building.
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