L'insula che non c'è
Alla scoperta del cuore più segreto e contraddittorio di Napoli, là dove un tempo si intrecciavano vicoli pericolosi, taverne, postriboli e palazzi affacciati sul porto antico. Tra demolizioni ottocentesche e grandi trasformazioni urbane, il racconto ripercorre la nascita della Galleria Umberto I e la scomparsa di un mondo inquieto e affascinante. A fare da ponte tra passato e presente restano le chiese di Santa Brigida e San Ferdinando, scrigni d’arte e memoria. Una passeggiata intensa, tra ombre e splendori, che svela i traumi e le rinascite della città.
Sin dall’epoca vicereale esisteva a Napoli un quartiere malfamato, sviluppatosi a ridosso del porto antico.
Strade strette e tortuose che si diramavano da via Toledo arrivando al Castel Nuovo collegavano, come in un gomitolo caotico, alti palazzoni, oscuri postriboli, taverne di marinai e case di malaffare, rendendo incerto il passaggio del forestiero o del cittadino dabbene.
Erano luoghi difficili e pericolosi quelli, tanto che il nome di uno dei vicoli tratto da una “canagliesca taverna” dei dintorni, la Cagliantesa, era nel linguaggio comune emblema di luogo malfamato.
Posti che ancora alla fine dell’Ottocento scatenavano le polemiche dei borghesi e degli intellettuali che, sui principali giornali cittadini, ne denunciavano a più riprese il degrado, tanto più che tale scempio si consumava proprio a ridosso della strada più elegante della città.
Fu nel 1890 che l’amministrazione risolse il problema, demolendo completamente decine e decine di case, bettole e taverne - compresa la locanda Moriconi che nel 1787 aveva dato alloggio a Goethe – e dando vita alla Galleria intitolata al re Umberto I. Alla furia cieca di quella epurazione sopravvissero, uniche testimonianze del periodo vicereale, due chiese: Santa Brigida e San Ferdinando.
Santa Brigida, nata nel 1610 da una piccola cappella che aveva accanto un conservatorio di vedove, ospita le opere pittoriche dei più illustri pittori del XVII e XVIII secolo, tra tutti Luca Giordano che la scelse come sua ultima dimora terrena.
San Ferdinando, chiesa di patronato regio e nota da sempre come la “chiesa degli artisti”, perché luogo sacro di elezione per le esequie degli artisti napoletani. La straordinaria opera eseguita per la volta da Paolo de Matteis ricorda invece i fasti dell’ordine gesuita che fondò la chiesa nel 1641, intitolandola a San Francesco Saverio, nome che fu poi mutato in quello di San Ferdinando, in onore del re Ferdinando IV di Borbone, fautore dell’allontanamento dei Gesuiti dal regno.
Questa passeggiata è un viaggio nella memoria della città, alla scoperta dei suoi cambiamenti, dei suoi traumi e delle sue guarigioni.
programma di massima
# Ore 10.00 – Raduno dei partecipanti (mezzi propri) via Santa Brigida – davanti alla chiesa omonima – Napoli.
# Ore 10.15 – Inizio della visita guidata.
# Ore 12.00 – Fine della visita guidata.
Contributo di partecipazione
– Iscritto TCI € 7,00
– Non Iscritto € 10,00
Pagamento con bonifico su carta di credito prepagata, che sarà indicata successivamente. Il pagamento deve avvenire entro il 18 febbraio 2026.
Da gennaio 2026 gli iscritti dovranno presentare la propria tessera TCI al momento del controllo nominativo presso la struttura da visitare.
Prenotazioni
Dal 01/01/2026 fino ad esaurimento posti esclusivamente a mezzo email napoli@volontaritouring.it
Occorre comunicare cognome e nome dei singoli partecipanti, precisando se iscritto oppure non iscritto, e un cellulare di riferimento.
Volontario Touring Accompagnatore e telefono attivo il giorno della visita: Socio Attivo Michele Belfiore 334 981 5723
Guida: a cura della Associazione Locus Iste
Partecipanti: massimo 50 persone, se necessario i partecipanti saranno divisi in due gruppi
Il contributo di partecipazione comprende: la visita guidata come descritta, gli oneri da corrispondere agli enti, il noleggio delle radioguide, l’assistenza del Volontario Touring Accompagnatore, l’assicurazione per la responsabilità civile.
Condizioni di partecipazione
Il Volontario Touring Accompagnatore ha la facoltà di variare l’itinerario.
Il Club di Territorio di Napoli del Touring Club Italiano si riserva il diritto di accettare o meno la prenotazione.
Manifestazione organizzata per gli iscritti e gli amici del TCI e soggetta al regolamento della Commissione regionale consoli della Campania.
Sono ammessi i non iscritti perché possano constatare la qualità e l’interesse delle nostre manifestazioni, e quindi iscriversi.



